mercoledì 11 novembre 2020

Innocenzo III: il papa del Purgatorio

 

Papa Innocenzo III, Subiaco, 
Monastero  di San Benedetto

Papa Innocenzo III incarna in tutto e per tutto i meccanismi che nel XII secolo stanno dando vita al Purgatorio.

Dopo essere salito al soglio pontificio, concentra il proprio pontificato sulla lotta alle eresie (inducendo una crociata contro i Catari nel 1209) e legittimando gli Ordini mendicanti (riconoscendo l'Ordine francescano e i Guglielmiti).

Nel 1215 convoca il IV Concilio Lateranense: non solo affida un ruolo chiave all'Inquisizione, ma arricchisce l'importanza del Purgatorio.

Nel canone XII Omnis Utriusque sexus, rende obbligatoria la confessione a tutti i fedeli una volta l'anno.

Gli ecclesiastici devono fronteggiarsi con varie difficoltà, la più importante occuparsi dei peccati quotidiani, i peccati veniali. Il Purgatorio, anche se definito in maniera "essenziale" dalla Chiesa, viene fin da subito considerato come soluzione.

Innocenzo III non è solo il papa del Purgatorio, ma anche il primo papa che ritroviamo "nel Purgatorio".

Subito dopo la morte, avvenuta nel 1216, Santa Lutgarda vede il pontefice avvolto dalle fiamme: grazie all'intercessione della Vergine è in Purgatorio ad espiare i propri peccati.   

La visione di Perpetua

Particolare di Maria con Bambino,
Santa Felicita e Santa Perpetua 

La prima concezione di Purgatorio è presente nella Passione di Perpetua e Felicita.
Durante la persecuzione cristiana in Africa del 203, un gruppo di cinque fedeli, Perpetua, Felicita, Saturo, Saturnino e Revocato, viene messo a morte vicino Cartagine.
Durante la prigionia Perpetua e Saturo si occupano di trasmettere i propri ricordi cristiani.

Gli episodi cardine dell'opera sono le visioni di Dinocrate. Fratello di Perpetua, morto a soli sette anni, appare più volte alla sorella.

Una prima volta viene descritto come sporco, vestito di stracci, assetato, con la piaga che aveva sul viso quando era morto.
Perpetua intuisce come il fratello stia affrontando una prova: inizia a pregare notte e giorno per lui.

In seguito, Dinocrate le riapparirà pulito, con vestiti nuovi, in grado di poter dissetarsi da solo e con una cicatrice al posto della piaga.

Le visioni di Dinocrate non sono importanti per le immagini che descrive, bensì per alcuni elementi:
Perpetua parla di un luogo mai descritto prima, in cui il fratello ha i segni del peccato (la piaga) nonostante la giovane età; si presenta assetato (caratteristica dei peccatori) e viene salvato dalle preghiere della sorella, non solo degna di intercedere per il legame di sangue, ma anche perché futura martire.

La discesa di Cristo agli Inferi e la nascita del limbo


Andrea Mantegna, 
La discesa di Gesù al Limbo


La discesa di Cristo agli Inferi ha origini antiche: la lotta della divinità contro il male nel regno dei morti e poi la resurrezione sono temi provenienti dalla tradizione orientale.

La diffusione dell'episodio in epoca medievale è da attribuire al successo del Vangelo apocrifo di Nicodemo: dopo la morte Cristo si è recato all'Inferno e ha portato con sé una parte di coloro che vi erano rinchiusi, i patriarchi e i profeti; infine ha sigillato gli Inferi con sette sigilli.

Il testo non solo mostra come ci sia la possibilità che il destino di alcune anime possa essere addolcito dalla divinità, ma anche come l'Inferno sia un luogo da cui non c'è via d'uscita.
Inoltre risponde ad un questione posta dallo stesso Cristianesimo, ovvero che le anime che hanno come unica colpa quella di aver preceduto Cristo, non sono relegate all'Inferno.
Il Vangelo quindi contribuirà alla nascita di uno dei luoghi dell'aldilà cristiana: il Limbo.



Le discesa degli Inferi in Grecia e a Roma

Parallelamente all'aldilà egizio, anche in Grecia e a Roma vengono descritti altri mondi ultraterreni. 
La differenza però rimane sostanziale: ad un primo sguardo, l'aldilà egizio rimane molto più articolato e complesso.

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Johann Einrich Lips:  Ulisse alle porte
dell'Ade, incontra  le  ombre dell'indovino
Tiresia e della madre Anticlea
Nell'antica Grecia si avrà una descrizione dell'Ade con le catabasi, le discese agli inferi.
La più famosa è quella di Ulisse, narrata nell'Odissea di Omero.
Nell' XI libro si possono desumere alcuni elementi geografici: la descrizione dell'isola di Circe, una montagna a picco sul mare, la discesa nell'Averno.

L'aldilà presentata da Virgilio con la catabasi di Enea nel VI libro, si avvicina per complessità al Duat egizio: la discesa dell'eroe avviene attraverso un vestibolo, vi è poi il campo dei morti senza sepoltura, il fiume Stige, la biforcazione che a sinistra porta al Tartaro,  a destra ai Campi Elisi.





Le visioni antiche: introduzione

Nell'introduzione al primo capitolo, Le Goff sottolinea come molti degli elementi del Purgatorio medievale siano già presenti in luoghi e tempi antichi.


Secondo lo storico il Purgatorio non è altro che la risposta ad una problematica comune: dare una struttura dell'altro mondo ed avere una visione dell'aldilà come dimostrazione della sua funzione.


Lo storico infine ribadisce come il Purgatorio sia il risultato si una storia, in cui si fondono necessità e caso.


Innocenzo III: il papa del Purgatorio

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